I barcaioli e la fine delle attività tradizionali

 

A partire dalla fine dell'ottocento Santa Margherita Ligure, seguita tempo dopo da Portofino e Camogli e da molti altri borghi liguri di levante, scoprì la sua vocazione turistica diventando stazione climatica di prim'ordine. Furono così realizzati alberghi ed ebbero origine  nuove attività che diedero alla gente locale  opportunità di lavoro più remunerative, tali da far abbandonare a molti le attività tradizionali come la pesca e l'agricoltura.
Santa Margherita Ligure a fine 800. Le barche da pesca in spiaggia mentre sorgono i primi alberghi
La crescente presenza turistica stimolò anche la nascita di nuovi lavori autonomi; tra questi quello del barcaiolo divenne uno dei più interessanti poiché, dal punto di vista economico, garantiva ottimi guadagni grazie al turismo d'elité che frequentava la zona, e richiedeva investimenti limitati.
Le nuove attività portarono quindi un diffuso benessere ma snaturarono poco alla volta le caratteristiche di una popolazione che aveva basato sino ad allora la sua economia sulla pesca, sul commercio e sull'agricoltura, ma anche su attività manifatturiere come l'industria dei cordami e dei pizzi nonché sulla cantieristica dedicata in gran parte alla realizzazione di piccole imbarcazioni e sulle attività armatoriali. Il turismo creò opportunità di arricchimento soprattutto per chi, come gli albergatori, beneficiava direttamente della presenza turistica, e indirizzò molti  giovani verso attività correlate al turismo.
Oggi i barcaioli sono certamente meno caratteristici di quelli che remavano nei primi del ‘900 portando in giro per il mare nobili aristocratici, o, più tardi, divi del cinema e ricchi signori.  I remi sono stati sostituiti da motori e i barcaioli, anche se questo termine è ormai improprio, che esistono ancora praticano la loro attività prevalentemente nella stagione estiva.